INDAGINE SIEMG

Loading

LA TECNOLOGIA DIAGNOSTICA IN MEDICINA GENERALE: QUALE FUTURO?

Caro Collega,
Perché la nostra Società ha proposto un questionario sulla tecnologia negli studi di Medicina Generale?
Per diverse ragioni il Direttivo Siemg ha deciso di interpellare i Medici di Medicina Generale su questo tema.
Il motivo più importante era comprendere se uno degli obbiettivi principali della nostra Società, ovvero l’introduzione dell’ecografia nel setting della Medicina Generale, fosse condiviso dai Colleghi e quale potesse essere il ruolo percepito della tecnologia diagnostica nelle Unità di Medicina Generale.
In tempi in cui c’è chi pensa che i problemi della Medicina Generale si possano risolvere semplicemente con adeguati percorsi per la gestione della cronicità (chronical care model) riteniamo sia necessario affermare con forza che la Medicina Generale richiede e può offrire molto di più.
Chi esercita la nostra professione tutti i giorni è certamente consapevole che, se vogliamo realmente migliorare l’efficienza del sistema, non possiamo ridurre l’attività dei Medici di Medicina Generale a quella
di un sofisticato triage.
In dieci anni, ovvero dal 2004 quando nacque il progetto EcoGen Fimmg, si è passati da un timore reverenziale nell’ avvicinarsi alla Tecnologia Diagnostica, ed all’ ecografia in particolare, al prendere coscienza, assieme ad altre categorie mediche quali Internisti ed Emergentisti, dell’impossibilità di dare adeguate risposte alla domanda di salute dei cittadini solamente con la semeiotica classica.
A rendere più cogente l’esigenza di rimodulare il ruolo della Medicina Generale c’è il proporsi ed, in alcuni campi, l’affermarsi, in un nuovo sistema territoriale multi professionale, di altre categorie di professionisti
sanitari (Medici e Paramedici) che stanno occupando spazi tipici della Medicina Generale.
Se, come sempre affermato, la Medicina Generale è il punto di accesso territoriale al Sistema Sanitario e se questa è il centro del “sistema territorio” è necessario sia messa nelle condizioni di poter svolgere i compiti che le sono stati affidati.
In un Sistema Sanitario ad isorisorse è necessario ottimizzare il numero di contatti, necessari per risolvere ogni singolo problema Medico, per poter rispondere al costante aumento di richieste di salute dei Cittadini.
Da qui l’importanza di dove porre quelli che vengono definiti i fattori di produzione organizzativi e professionali, con le relative risorse, nonché la loro fruibilità da parte del professionista e del cittadino
nell’arco della giornata.
Non parliamo quindi di risorse aggiuntive ma di riallocazione e potenziamento di alcune di queste là ove possano essere più produttive e performanti nell’ambito della filiera diagnostico/terapeutica.
In altre parole ben vengano le UCCP- Case della Salute come una razionalizzazione dell’offerta di servizi sul territorio ma il problema di ottimizzare l’uso delle risorse lo si può ottenere solo potenziando gli strumenti, organizzativi e di Tecnologia Diagnostica, a disposizione di quei professionisti (MMG – C.A.) che operano nelle Unità di Medicina Generale per tutto l’arco della giornata e che sono il primo punto di accoglienza delle richieste dei cittadini.
Le scelte dei percorsi diagnostico/terapeutici fatte da un Medico di Medicina Generale non sono influenzate, nei grandi numeri, da dove lavora (studio singolo- medicina di Gruppo- UCCP – Case della Salute) ma dagli strumenti fruibili al momento della visita nella sua Unità di Medicina Generale.
La tecnologia diagnostica di primo livello integrata con la clinica e la conoscenza della persona, propria della Medicina Generale, forniscono una maggiore appropriatezza nell’uso delle risorse ma soprattutto, spesso, consentono di concludere nell’ ambito della Medicina Generale acuzie territoriali o riacutizzazioni di patologie croniche.
Il questionario, al di là della sua rilevanza anche statistica, con una confidenza del 99 % ed un margine d’errore del 4-5%, ha dato risposte inequivocabili sulla necessità di inserire la tecnologia diagnostica nel prossimo A.C.N. sia per le sue valenze professionali, tra le quali l’importante contributo che darebbe all’appropriatezza delle cure ed alla presa in carico delle patologie croniche, sia per quanto attiene al
mantenimento della leadership della Medicina Generale nel territorio.
Rilevanti sono stati anche i dati emersi sul dimensionamento attuale della tecnologia negli studi di medicina generale, tali da consentirne sin da ora l’inserimento nell’A.C.N.
Di estremo interesse sono anche le valutazioni emerse sulle preferenze formative nel settore della Tecnologia Diagnostica ove la modalità teorico-pratica si accredita del 93% delle preferenze a fronte di un
4% per la formazione a distanza.
Da ultimo, ma solo in ordine espositivo, vanno evidenziate le modalità di retribuzione della Tecnologia Diagnostica indicate dal nostro campione e sulle quali si è discusso durante il 70° Congresso Fimmg ed il IV Siemg, in due distinte, ma coordinate, Tavole rotonde, confrontando i vari modelli di retribuzione dei fattori di produzione in un sistema sanitario ad isorisorse.
Potrai consultare i risultati del questionario cliccando sul link sottostante,

QUESTIONARIO

Distinti saluti,

Fabio Bono

LETTERA PRESENTAZIONE QUESTIONARIO